La storia di Siracusa attraverso le cartoline de   

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Le didascalie riportate sotto le immagini sono la trascrizione delle note descrittive originali presenti accanto alle immagini sulle cartoline della serie.

Le cartoline originali sono visibili alla pagina "cartoline de La Casa dei Viaggiatori"

Nr. 1 - Rovine del Tempio di Diana

 

Siracusa fu fondata nel 734 a.C. da una colonia di Corinzi guidata da Archia. Il Tempio di Diana, a giudicare dalle dimensioni delle colonne monolitiche e dal capitello, è il più antico della città e forse fu costruito dai primi coloni nel VII sec. a. C. dedicandolo a Diana Alpheoa, cui era sacra l'isola di Ortigia.

Il maestoso edifizio fu iniziato presso la spiaggia del Porto Piccolo per la vicinanza delle cave di tufo arenario della opposta spiaggia di Acradina, da cui furono ricavati gli enormi monoliti e trasportati per mezzo di zatteroni.

il Tempio era esastilo periptero e portava sullo stereobate del pronao una iscrizione arcaica dedicata ad Apollo.

Le feste di Diana erano le più solenni e grandiose che celebrassero i siracusani; fu appunto l'ebbrezza di queste feste che affrettò la caduta della gloriosa città durante l'assedio di Marcello.

Nr. 2 - Lato nord del tempio di Minerva

 

Il grandioso tempio di Minerva fu probabilmente innalzato dai sieracusani per solennizzare la vittoria di Imera. Può supporsi quindi che l'opera fosse iniziata da Gelone I eultimata durante il regno di Gerone I. E' notevole il fatto che questo monumento ha la stessa struttura e le dimensioni del tempio esistente nella pianura di Imera, che era sacra a Minerva, e dove fu vinta da Gelone la grande battaglia contro i Cartaginesi (480 a.C.).

Il tempio era esastilo periptero, lungo metri 58,30 - largo 24,05. era celebre per la statua di Minerva posta sul frontone del pronao il cui scudo dorato scintillava agli occhi dei naviganti e per la magnifica porta centrale rivestita di avorio e di oro. Nel secolo VII il tempio fu del vescovo Zosimo dedicato a S. Maria delle Colonne.

Nr. 3 - La fonte Aretusa

 

La fonte Aretusa verdeggiante di papiri è certamente il più bell'ornamento e la maggiore curiosità di Ortigia. Nell'antichità era ricca di pesci sacri a Diana Alphoea. Le antichissime leggende asserivano che il fiume Alfeo del Peloponneso passasse sotto il mare per venire a sboccare a Siracusa. La relazione tra lo Alfeo e l'Aretusa vuolsi sia stata accennata dall'oracolo dato ad Archia fondatore di Siracusa. Il poeta Ibico del VI sec. a.C. asserì che una coppa gettata nell'Alfeo in Olimpia fosse apparsa a Siracusa; e così poeti e storiografi crearono il mito che la ninfa Aretusa si fosse convertita in fonte in Ortigia, e che quivi lo innammorato Alfeo fosse venuto a raggiungerla passando sotto il mare! 

Gli studi di questi ultimi tempi ha dimostrato che le acque dell'Aretusa provengono dai Monti Iblei, si raccolgono sotto le argille azzurre della bassa Valle dell'Anapo, e sboccano in Ortigia nel contatto verticale coi calcari.

Nr 4 - Veduta del teatro greco e del gran porto.

 

Questo teatro che Cicerone chiamò Maximo, fu costruito nel declivio sottostante al Colle Temenite da Democopo Myrilla durante il regno di Gerone I e fu meglio decorato e ampliato lungo il regno di Gerone II. Dai suoi settori, che si distinguevano coi nomi delle regine Filistide e Nereide e di altri personaggi celebri dell'antichità, i siracusani ascoltavano le commedie di Epicarmo e le tragedie di Eschilo e di Euripide. Qui il tiranno Dionisio chiedeva ai suoi concittadini applausi per le sue tragedie: qui il popolo siracusanao ascoltava riverente i consigli del grande Timoleonte divenuto vecchio e cieco.

Nr 5 - Veduta generale del Colle Eurialo

 

In questa plaga ridente, nei secoli trascorsi, si svolsero avvenimenti di capitale importanza per la storia del mondo. Sopra tutto è memorabile l'assedio degli Ateniesi. Il loro accampamento era tra la spiaggia e la fortezza presso l'Epipoli (Kiklos) e da qui stringevano da ponente Ortigia, Acradina ed il forte Temenite. Dopo varie vicende gli Ateniesi riportavano una grave disfatta sulle balze di Epipoli. Nel Gran Porto fu combattuta la decisiva battaglia navale, con cui i Siracusani, tagliarono agli Ateniesi la ritirata per mare obbligandoli, a quella disastrosa ritirata per terra, che tolse loro ogni scampo e segnò la decadenza di Atene (415 a 413 a.Cr.).

Nr 6 - Acquedotto Galermi sul Colle Temenite

 

Sul Colle Temenite il popolo siracusano, aveva innalzato un tempio dedicato ad Apollo Arcagertache presidiava alle colonizzazioni dei greci. Durante la memorabile guerra ateniese, questo colle, fu fortificato dai Siracusani per proteggere meglio Acradina (416 av. Cr.). Nel sec. XVIII fu edificato il Ponte canale dei mulini, con cui si utilizzava l'acqua del grandioso acquedotto costruito nel periodo greco per condurre nell'imensa Pentapoli l'acqua del rivo Bottiglieria.

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