SCRIPTPHOTOGRAPHY

Joyce TENNESON                                                                (USA) 

JOYCE TENNESON

Alla ricerca dell’eterno e trascendente modello di ogni cosa, una discesa nell’inconscio ottico collettivo e la cui affermazione diventa cosciente in un secondo momento; mano a mano che le fotografie “impressionano” i nostri occhi esse dànno una forma determinata al nostro immaginario. La visione come momento catartico, luogo retorico dove tutto si libera e tutto assume nuove forme, nuovi significati. La fotografa americana Joyce Tenneson ci invita a un ritorno, lungo un percorso gravido di influenze (Penn su tutti) dei canoni ritrattistici – assorbiti e rilanciati nelle maglie di un linguaggio personale – che si rivalutano nel melting pot di discipline assonanti.  Il centro è la figura femminile; donne di ogni età portatrici di vita e saggezza, di luce e bellezza. Il preraffaellismo qui ha carne e ha ossa, ma non c’è odore di maniera: tutto si svolge nei parametri di una narrativa post-moderna, tra i gangli di una celebrazione che intende inoltrarsi nelle profondità dell'essere umano. Le donne sagge (“Wise Women”) ci guardano, hanno visto e ascoltato più di quanto possiamo immaginare: hanno dato vita, procreato, vissuto e amato: sono state bambine e poi donne e poi ancora dentro il percorso di una maturità di scintillante giudizio. E a noi, che ne guardiamo in silenzio gli sguardi, gli occhi e le placide pose, non resta che raccoglierci davanti alle rovine delle nostre minuscole sicurezze. Guerriere della luce (“Light Warriors”), amazzoni misteriose sconfinanti nell’indipendenza del mitologico: determinate, mai dome, ricche di una sensualità impenetrabile che turba e smarrisce e che presto conduce fin dentro l’arcano. Joyce Tenneson vede “dentro” una donna, i suoi ritratti sono un’esplorazione tenace e risolutiva; appunto, un archetipo, lo sforzo di raggiungere il centro esatto di tutte le cose: l’origine; e se a questo percorso si giunge dopo trasformazioni (“Transformations”) più psichiche che materiche allora apprendiamo che i rivoli della comprensione ci sovrastano. Chi sono le donne colte durante la loro trasformazione? E noi che guardiamo le crisalidi, non siamo pervasi dal dubbio di ricoprire l’imbarazzante, oltre che sterile, ruolo del voyeur? Il dubbio ci pervade, ma dura poco: il gioco è palese e noi siamo chiamati ad assistere al grandioso dipanarsi del mutamento, che si infittisce sotto i nostri occhi proprio quando ci illudiamo di intravedere uno spiraglio esplicativo. Mistero sono le donne, soprattutto se raccontate da una donna. Esse parlano un linguaggio incomprensibile agli uomini e se talvolta ci si intende è grazie alla loro discesa nei meandri della nostra mediocrità. Nelle fotografie di Joyce Tenneson tutto è citato in una lingua moderna e nuova a un tempo, fatta di simboli, di allusioni da decrittare: nulla è come appare e in questo inganno, insieme ottico e mentale, raccogliamo i pezzi sparsi di specchi multi riflettenti, dove ognuno vede quanto è in grado vedere. Nulla più, nulla meno; persino nella segretezza di Polaroid mai pubblicate (“Unpublished Polaroids 1986-2006”) e tenute prigioniere di un riserbo sepolto nel pulviscolo del tempo. Joyce Tenneson ci invita a un viaggio nell’universo femminile, un cammino lungo le insolute sfaccettature di una sensibilità che non smette di sorprendere; perché chi ha molto da dire – e le donne hanno sempre molto da dire – non termina mai il suo racconto.

 

Giuseppe Cicozzetti

da “Wise Women”; “Light Warriors”; “Transformations”; “Unpublished Polaroids 1986-2006”

 

foto Joyce Tenneson

 

http://www.tenneson.com

Searching for the eternal and transcendent model of everything, a descent into the collective optical unconscious and whose affirmation becomes conscious at a later time; as our photographs "impress" our eyes, they give a definite shape to our imaginary.

The vision as a cathartic moment, a rhetorical place where everything is free and everything takes on new forms, new meanings. The American photographer Joyce Tenneson invites us to a return, along a path full of influences (Penn above all) of the portraiture canons - absorbed and relaunched in the meshes of a personal language - that are reevaluated in the melting pot of assonant disciplines. The center is the female figure; women of all ages, bearers of life and wisdom, of light and beauty. The pre-Raphaelites here have flesh and bones, but there is no smell of fashion: everything takes place in the parameters of a post-modern narrative, between the ganglia of a celebration that intends to penetrate the depths of the human being. The "Wise Women" look at us, have seen and heard more than we can imagine: they gave life, procreated, lived and loved: they were little girls and then women and then still inside the path of a maturity of shimmering judgment. And to us, who look at them in silence, the eyes, the eyes and the placid poses, all that remains is to gather before the ruins of our tiny security. “Light Warriors”, mysterious amazons boundless in the independence of the mythological: determined, never dome, full of an impenetrable sensuality that disturbs and loses and soon leads into the arcane. Joyce Tenneson sees "inside" a woman, her portraits are a tenacious and resolutive exploration; in fact, an archetype, the effort to reach the exact center of all things: the origin; and if this path is reached after "Transformations” more psychic than material then we learn that the rivulets of understanding overwhelm us. Who are the cultured women during their transformation? And we who look at the chrysalises, we are not pervaded by the doubt to cover the embarrassing, as well as sterile, role of the voyeur? Doubt pervades us, but it doesn’t last long: the game is clear and we are called to witness the great unfolding of change, which thickens under our eyes just when we delude ourselves to catch a glimpse of an explanatory glimpse. Mystery are women, especially if told by a woman. They speak a language incomprehensible to men and if sometimes we mean it is thanks to their descent into the meanders of our mediocrity. In Joyce Tenneson's photographs everything is quoted in a modern and new language at the same time, made up of symbols, allusions to decrypt: nothing is as it appears and in this deception, both optical and mental, we collect the scattered pieces of multi-reflecting mirrors, where everyone sees how much he is able to see. Nothing more, nothing less; even in the secrecy of "Unpublished Polaroids 1986-2006" and held prisoner of a reserve buried in the dust of time. Joyce Tenneson invites us on a journey into the feminine universe, a journey along the unsolved facets of a sensitivity that never ceases to amaze; because who has much to say - and women always have a lot to say - never finishes his story.

 

Giuseppe Cicozzetti

from “Wise Women”; “Light Warriors”; “Transformations”; “Unpublished Polaroids 1986-2006”

 

ph. Joyce Tenneson

 

http://www.tenneson.com

 

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