SCRIPTPHOTOGRAPHY

Ordine minimalista. Tutto il lavoro del fotografo giapponese Yamamoto Masao ci appare come dominato da una tensione spirituale dove la poesia delle piccole cose, la breve profondità di un Haiku incontrano la delicatezza di una disciplina spirituale. Tutto si svolge silenziosamente, con la cura e la lentezza di un racconto che va sussurrato. Lo zen incontra la fotografia senza allontanarsi dalla pratica della meditazione; e infatti di fronte alle fotografie di Yamamoto Masao siamo chiamati alla riflessione. Tutto obbedisce alla ricerca di una elevazione. E con un rigore minimalista dove a imporsi è il pudore delle linee, le stesse chiamate a interagire perché una volta osservate aprano un nuovo percorso visivo nella nostra mente. Dettagli, frammenti che la forte influenza della filosofia orientale eleva al rango di oggetti che tendono a consolidare un rapporto armonico nella spazialità di un’armonia universale. Che si tratti di figure femminili (le silhouette che vediamo, nel contrasto tra un bianco latteo e un’oscurità primordiale sono quanto di più elegante si possa vedere) oppure del volo di uno stormo d’uccelli, o ancora un bacile solitario anziché lo scorcio di una radura in un bosco, Yamamoto Masao non deroga mai da una composizione che mira alla sottrazione: nulla è ridondante e tutto è respinto a favore di una ricercatissima compostezza formale. Siamo in Giappone, terra sospesa tra una tradizione secolare e un’innovazione che però non ha la forza di snaturare una cultura e forse nemmeno lo vuole, e dunque anche qui, nelle fotografie di Yamamoto Masao cogliamo quest’alternarsi vicendevole delle placide voci del passato miste all’irruenza nella contemporaneità del linguaggio. Equilibri. Delicati e fragili. E piccoli. Come il formato delle fotografie, così piccole da volere apparire come “cose viventi” a loro volta, fruibili come oggetti d’arte applicata resistenti all’azione del Tempo. E il Tempo è un soggetto determinante nel lavoro di Yamamoto Masao. Un Tempo “introverso”, riluttante a scorrere perché consapevole della distruttività del suo passaggio e che il fotografo sublima – e insieme ne celebra la maestà – lavorando artigianalmente su ogni singola foto perché del Tempo ognuna appaia versata senza esserne intaccata. E qui risiedono le radici di Yamamoto Masao, che affondano profonde alla ricerca di un’armonia in cui il flusso del pensiero scorre senza alcuna direzione prestabilita per poi adunarsi, disciplinatamente, dentro gli argini di un’elegante compostezza che noi chiameremo Bellezza.
Giuseppe Cicozzetti
foto Yamamoto Masao
http://www.yamamotomasao.jp/

Minimalist order. All the Japanese photographer Yamamoto Masao’s work appears to us as dominated by a spiritual tension where the poetry of small things, the short depth of Haiku meets the delicacy of a spiritual discipline. Everything takes place silently, with the care and slowness of a story that must be whispered. Zen meets photography departing from the practice of meditation; and in fact, in front of the Yamamoto Masao’s photographs we are called to reflection. Everything obeys to the search for an elevation. And with a minimalist rigor where the modesty of the lines imposes itself, the same calls to interact because once observed, open a new visual path in our mind. Details, fragments that the strong influence of oriental philosophy elevates to the rank of objects that tend to consolidate a harmonious relationship in the spatiality of a universal harmony. Whether they are female figures (the silhouettes we see, in the contrast between a milky white and primordial darkness are the most elegant you can see) or the flight of a flock of birds, or even a solitary basin instead of the foreshortening of a clearing in a wood, Yamamoto Masao never derogates from a composition that aims at subtraction: nothing is redundant and everything is rejected in favor of a highly sought-after formal composure. That’s Japan, a land suspended between a centuries-old tradition and an innovation that does not have the strength to distort a culture and maybe even doesn’t want to, and so here too, in Yamamoto Masao's photographs we catch this mutual alternation of the placid voices of the past mixed with impetuosity in the contemporary of language. Balances. Delicate and fragile. And small. Like the format of the photographs, so small that they want to look like "living things" in turn, usable as objects of applied art resistant to the action of Time. And Time is a determining subject in the Yamamoto Masao’s work. An "introverted" Time, reluctant to flow because aware of the destructiveness of its passage and that the photographer sublimates - and together celebrates his majesty - working handcrafted on every single photo because of Time each appears poured without being affected. And here lie the Yamamoto Masao’s root, who sink deep in search of harmony in which the flow of thought flows without any pre-established direction and then assemble, disciplined, inside the banks of an elegant composure that we will call Beauty.

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Cicozzetti
ph. Yamamoto Masao
http://www.yamamotomasao.jp/

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