SCRIPTPHOTOGRAPHY

Eduard GORDEEV                                                                 (Russia)

EDUARD GORDEEV

C’è chi ama la pioggia, e senza essere un ombrellaio. E’ il caso di Eduard Gordeev, fotografo di San Pietroburgo specializzato in “cityscape”, paesaggi urbani che nel suo caso sono accompagnati da una immancabile specificità: la pioggia. Protagoniste sono le strade e le piazze della sua bellissima città, e nelle sue immagini piovose acquistano un’atmosfera “impressionista”. A volte quella che precipita è pioggia battente; altre volte invece ha il delicato tempestio di una bagattella; altre ancora ha già infierito e ora giace sull’asfalto, diligentemente. In ogni caso la pioggia ha il merito di lasciarci ammirare la città nel riflesso del suo doppio. Un altro pietroburghese, lo scrittore Nabokov, ha invitato noi tutti a non lagnarci della pioggia: “Non essere in collera con la pioggia” ha scritto “semplicemente non sa come cadere verso l’alto”. E meno male, direbbe Goordev, altrimenti non avrebbe potuto consegnarci fotografie come quelle che vediamo. L’elemento pittorico predomina sulla nitidezza delle immagini, lo supera in descrizione; e così le gocce d’acqua su una vetrina o direttamente sull’obiettivo fotografico, assumono una dimensione “materica” che ci ricorda le brusche pennellate di colore dei pittori Impressionisti, mentre l’utilizzo del “mosso” aggiunge a tutto un movimento che scivola verso la sua accelerazione. Non c’è dubbio che in alcuni scatti si colga una composta solitudine, un sentimento di intimo disagio che dall’atmosfera penetra nell’animo umano per affollarlo di pensieri. Come un puntaspilli. La pioggia dunque non è solo un “medium” nel lavoro di Gordeev, essa è parte essenziale per comporre una tavolozza nella quale ha privilegio la centralità del colore che, in taluni casi (si osservi a questo proposito la foto della piazza “dopo” la pioggia), rivela una luce netta come una promessa, l’auspicio di un accordo tra il Cielo e la Terra. In altre – come si è detto – prevale un senso di equilibrata malinconia, un murmure pensoso stato di inquietudine; e non sempre è un male, perché come ha svelato De André “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”. Ogni ombrello ha un suo segreto sotto la pioggia.

 

Giuseppe Cicozzetti

 

foto Eduard Gordeev

 

https://500px.com/egordeev

 

Someone loves rain, without being an umbrellas seller. This is the case of Eduard Gordeev, a St. Petersburg photographer specialized in "cityscape", urban landscapes that in his case are accompanied by an unfailing specificity: rain.

The streets and squares of his beautiful city are the protagonists, and in his rainy images they acquire an "impressionist" atmosphere. Sometimes that which precipitates is pouring rain; at other times it has the delicate tempest of a bauble; others have already raged and now lie on the asphalt, diligently.

In any case, the rain has the merit of letting us admire the city in the reflection of its double. Another writer from Petersburg, the writer Nabokov, invited us all not to complain about the rain: "Don’t be angry with the rain" he wrote "he simply does not know how to fall upwards". And thank goodness, Goordev would say, otherwise he would not have been able to deliver photographs like the ones we see.

The pictorial element predominates on the sharpness of the images, it exceeds it in description; and so the drops of water on a display case or directly on the photographic lens take on a "material" dimension that reminds us of the abrupt strokes of color of the Impressionist painters, while the use of the "blurred" adds to everything a sliding movement towards its acceleration.

There is no doubt that in some shots a compound solitude, a feeling of intimate discomfort that from the atmosphere penetrates the human soul to crowd it with thoughts. Like a pincushion. Rain is therefore not only a "medium" in the work of Gordeev, it is an essential part to compose a palette in which he privileges the centrality of color that, in some cases (observe the photo of the square "after" the rain), reveals a clear light as a promise, the hope of an agreement between Heaven and Earth.

In others - as has been said - a sense of balanced melancholy prevails, a murmur pensive state of restlessness; and it’s not always a bad thing, because as De André has unveiled "Someone is waiting for the rain not to cry alone". Each umbrella has its own secret under the rain.

 

Giuseppe Cicozzetti    

 

ph. Eduard Gordeev

 

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