SCRIPTPHOTOGRAPHY

Alexei KONDAKOV                                                     (Russia)

ALEXEI KONDAKOV

Una giornata nella vita degli dèi. A portarli tra noi, nelle nostre strade, tra i mezzi di trasporto e a respirare una quotidianità conosciuta ai mortali è il fotografo ucraino Alexei Kondakov. E fa una certa impressione. Potenza di Photoshop, che obbedisce alla fantasia più delirante – a patto che si possegga un vero slancio creativo. Nella serie “The daily life of gods” l’arte classica, la pittura che abbiamo amato, dialoga magnificamente con la contemporaneità grazie a un sapientissimo gioco d’innesti. L’effetto è sorprendente. Angeli, ninfe, satiri (Kondakov deve avere una particolare preferenza per il pittore William-Adolf Bougueraeau e Caesar van Everdingen) scorrazzano allegramente sentendosi a proprio agio in ambientazioni stranianti, periferiche e dove più visibili sono i segni del degrado urbano oppure – e questo li avvicina a tutti noi – passeggeri su bus e metropolitane per scoprire, non senza sorpresa, che quei personaggi in fondo ci somigliano. Passato e moderno dunque convivono sul terreno delle emozioni: gli dèi, giacché non li conosciamo, abbiamo bisogno di immaginarli, di umanizzarne le fattezze, le emozioni, gli sguardi, nel tentativo di comprendere una natura altrimenti sfuggente e solo talora interrotta da un maestoso paio d’ali. (Qualcuno dovrebbe affrettarsi a scrivere un saggio sul “fine piumaggio degli angeli”, come suggeriva il poeta Camillo Sbarbaro). Ma c’è anche molto di “terrestre”. Citazioni meno eteree e sognanti si ravvedono allorché a essere interpellato è Caravaggio, le cui decapitazioni sono ambientate in un contesto urbano che riprende l’originale. Ci sono i personaggi di Hans Holbein, oziosamente seduti a un tavolo di una tavola calda, sorpresi quanto noi alla sua vista. E c’è poi l’amore profano del “bacio” di Hayez, qui ambientato nello spazio d’un treno. Su tutto aleggia una dose di leggerezza, una specie di “divertissement” dalle solide basi artistico-tecniche, segno di una conclamata e felice commistione tra generi. Forse i puristi della fotografia e quelli della pittura potranno storcere il naso ma è indubbio che con Alexei Kondakov siamo in compagnia di un alchimista, di un sapiente dosatore d’emozioni che omaggia entrambe le arti.

 

Giuseppe Cicozzetti

da “The daily life of gods”

 

foto Alexei Kondakov

 

https://www.instagram.com/alksko/

 

A day in the life of gods. The Ukrainian photographer Alexei Kondakov brings them among us, on our roads, among the means of transport and breathing everyday life known to mortals.

And it makes a certain impression. Power of Photoshop, which obeys the most delirious fantasy - provided that you have a real creative rush.

In the series "The daily life of gods", classical art, the painting we have loved, dialogues magnificently with the contemporary thanks to a very clever game of grafts. The effect is surprising.

Angels, nymphs, satyrs (Kondakov must have a particular preference for the painter William-Adolf Bougueraeau and Caesar van Everdingen) roam cheerfully feeling at ease in alienating, peripheral settings and where the signs of urban decay are more visible or - and this is approaching all of us - passengers on buses and subways to discover, not without surprise, that those characters basically resemble us.

Past and modern therefore coexist on the ground of emotions: the gods, since we do not know them, we need to imagine them, to humanize their features, emotions, looks, trying to understand an otherwise elusive nature and only sometimes interrupted by a majestic pair from there. (Someone should hurry to write an essay on the "fine plumage of angels", as suggested by the poet Camillo Sbarbaro).

But there is also a lot of "terrestrial". Less ethereal and dreamy quotations repent when Caravaggio, whose beheadings are set in an urban context that incorporates the original, is called upon. There are the characters of Hans Holbein, idly seated at a table in a diner, as surprised as we are at his sight. And then there is the profane love of the "kiss" by Hayez, set here in the space of a train.

Over all hovers a dose of lightness, a kind of "divertissement" from the solid artistic-technical bases, a sign of a full and happy mix of genres. Perhaps the purists of photography and those of painting will be able to turn up their noses but it is undoubted that with Alexei Kondakov we are in the company of an alchemist, a knowledgeable doser of emotions that pays homage to both the arts.

 

Giuseppe Cicozzetti

from “The daily life of gods”

 

ph. Alexei Kondakov

 

https://www.instagram.com/alksko/

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