top of page

      Vedutismo e fotografia d’atelier raggiunsero in Sicilia, tra il 1860 e il 1900, livelli d’espressione eccellenti grazie ai numerosi fotografi che vennero in Sicilia da tutta l’Europa desiderosi di far fortuna e perché affascinati dalle bellezze di una terra insolita e ammaliante, ricca di antiche vestigia e opere d’arte.

Malgrado la grandezza della sua storia Siracusa non offrì mai un appeal ideale per i viaggiatori del Grand Tour, ma attirò comunque un buon numero di fotografi che ne ritrassero i luoghi della grecità, i suoi scorci di campagna che sembravano richiamare a gran voce l’Arcadia teocritea e i suoi capolavori artistici. 

Fototeca Siracusana si offre come sede ideale per presentare questa mostra sulla fotografia a Siracusa, il cui arco temporale va dalla sua nascita fino al primo decennio del Novecento, raccontando la storia della città in chiave storico-documentaria alternando stampe originali alla carta salata, albumine e stereoscopie giunte fino a noi grazie alla maestria dei fotografi che le realizzarono.

E chi non conosce gli Idilj di Teocrito, queste fedeli copie della bella siciliana natura, ed in cui a tempo d’oggi, cioè duemila anni dopo l’epoca di tal poeta, si trovano ancora le stesse scene, e le circostanze medesime, ch’egli canta?[1]

 

[1] - “Viaggio in Sicilia di Federico Münter” – Palermo, Tipografia del fu Francesco Abbate, 1823

bottom of page