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Roberto KUSTERLE                                                                 (IT)

ROBERTO KUSTERLE

 

Il corpo si fa materia. Per il goriziano Roberto Kusterle il corpo “è” materia, ed esprime un alfabeto primordiale in cui in cui l’umano dialoga con gli elementi naturali. Un tribalismo lirico e ancestrale attraversa ogni immagine, ma senza nulla di pagano. Qui il corpo dell’uomo è di pietra – una materia che gli sopravvive – o ancora d’argilla o corteccia, i suoi vasi sono simili a sterpaglie. L’uomo torna a essere polvere recuperando il respiro dell’inerte immortalità delle cose, e in questa dinamica post-umana siamo invitati a rintracciare un’essenzialità primigenia.

Organico e inorganico si fondono, si uniscono nell’antropologia ritualistica che piacerebbe a Bernard-Henry Lévy, e nella quale chi osserva altro non può che constatare il primato di corpi trasmigrati nella dimensione di una civiltà mitologica che rimanda alle ‘Metamorfosi’ di Ovidio. C’è una profonda spiritualità concettuale nelle immagini di Kusterle; l’esperienza digitale permette di esaltare il gioco funzionale al tema e sconfessare i confini delle biologie, farsene beffe, confutarne i principi. L’uomo insomma è la propaggine del “tutto”, è egli stesso “tutto” in una natura che lo vincola e lo assoggetta a ripensare al suo ruolo. In questa rinvenuta consapevolezza non appaiano mostri antropomorfi i soggetti dalle teste animali, muniti di protesi inquietanti, né devono straniarci le immagini di corpi terrosi e materici oppure i soggetti la cui biologia è innestata con vegetali: essi sono sintesi di un genoma di cui noi intercettiamo il linguaggio delle emozioni e delle origini.

L’uomo dunque compie il suo ritorno, un passaggio salvifico che ha puntato sulla risoluzione del groviglio scatenato dalla sua caducità, e posto nei cardini di una potenza poetica nella quale celebrare lo sposalizio tra sé e la Natura.

Roberto Kusterle parla un linguaggio profondissimo e ricco di suggestioni inestirpabili, oniriche e reali, simboliche e concrete in cui il corpo dell’uomo è il catalizzatore di un messaggio spirituale antico e post-moderno.

 

Giuseppe Cicozzetti

da “Riti del corpo”; “Una mutazione silente”; “Segni di pietra”; “I segni della metembiosi”; “Abissi e basse maree”; “Fluxus”.

 

foto Roberto Kusterle

 

http://www.robertokusterle.it

The body becomes material. For Roberto Kusterle the body "is" material, and expresses a primordial alphabet in which the human interacts with the natural elements.

A lyric and ancestral tribalism crosses every image, but without anything pagan. Here the body of man is made of stone - a material that survives - or even clay or bark, his veins are similar to weeds. Man returns to being dust recovering the breath of inert immortality of things, and in this post-human dynamic we are invited to trace of a primordial essentiality.

Organic and inorganic blend in a ritualistic anthropology that would like to Bernard-Henry Lévy, and in which the observer can not but notice the primacy of bodies transmigrated in the dimension of a mythological civilization that refers to Ovid's 'Metamorphosis'. There is a profound conceptual spirituality in Kusterle's images; the digital experience allows us to enhance the functional game of the theme and to disavow the boundaries of biologies, to scoff at them, to refute their principles.

In short, man is the propagation of "everything", he is "everything" in a nature that binds him and subjects him to rethink his role. In this unconscious awareness do not appear anthropomorphic monsters the subjects from the animal heads, equipped with disquieting prosthesis, nor should we strangle the images of earthy and material bodies or the subjects whose biology is grafted with plants: they are a synthesis of a genome of which we intercept the language of emotions and origins.

So man makes his return, a saving step that has focused on the resolution of the tangle unleashed by its transience, and placed on the cornerstones of a poetic power in which to celebrate the marriage between himself and Nature.

Roberto Kusterle speaks a very profound language full of inestimpable, dreamlike and real, symbolic and concrete suggestions in which the human body is the catalyst of an ancient and post-modern spiritual message.

 

Giuseppe Cicozzetti

from “Riti del corpo”; “Una mutazione silente”; “Segni di pietra”; “I segni della metembiosi”; “Abissi e basse maree”; “Fluxus”.

 

ph. Roberto Kusterle

 

http://www.robertokusterle.it

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