SCRIPTPHOTOGRAPHY

Michele GURRIERI                                                                   (IT)

MICHELE GURRIERI

Tutti apparteniamo a qualcosa, persone, luoghi, non importa. Ci tiene insieme una memoria sottile e tenace, difficile da nascondere anche se la gettassimo al fondo del mare della dimenticanza. Siamo fatti di quello che altri sono stati prima di noi, abbiamo camminato nelle stesse impronte, respirato la stessa aria e i nostri occhi hanno visto quello che altri hanno visto prima di noi. Ha scritto Cesare Pavese che “un paese ci vuole, se non altro per il gusto di andarsene via”, e trovarvi, quando si fa ritorno, una risonanza emotiva in altri uomini, la cui presenza suscita un caldo sentimento di appartenenza. Michele Gurrieri, direttore della fotografia e filmaker, fiorentino di base a Parigi, nelle pagine del fotobook “Ogni mare ha un’altra riva” affronta il tema della distanza non solo geografica dal proprio Paese. Una distanza emotiva, la stessa che chiama allo struggente dovere di sapere se il luogo a cui apparteniamo è divenuto in nostra assenza un luogo della memoria, o se perduto nei ricordi d’un tempo si lascia ancora riconoscere nei contorni di un cambiamento. “Ogni mare ha un’altra riva” è un viaggio nell’Italia che cambia. Un viaggio lento, come si addice a un vero viaggiatore, perché per comprendere le mutazioni sociali e politiche di un paese come l’Italia occorre tempo. La fotografia ha lungamente presidiato, e ancora continua a farlo nella sua prerogativa ontologica, il ruolo di testimone della società ponendo in essere un atlante visivo dei cambiamenti. Siamo sicuri che il “viaggio” in Italia di Michele Gurrieri gli abbia riservato non poche sorprese, le stesse che noi che vi abitiamo abbiamo visto maturare sotto i nostri occhi e che oggi, nel bene o nel male, vediamo consolidate come parti inevitabili della vita collettiva. E a osservare le sue fotografie risalta presto la consapevolezza che accanto alle tradizioni esistenti, quelle che formano l’ossatura culturale del Paese, le nuove presenze della contemporaneità. Ad esempio, lo vediamo nella foto d’apertura, come siano travasati nella comunicazione politica i vezzi social del “qui e ora” del selfie, un messaggio spendibile nell’immediatezza dell’iperspazio del Web. Ma accanto a questo, che pare essere più un “tic” protagonistico, sgomentano i ruderi legnosi dei viaggi disperati e che ridisegnano drammaticamente il paesaggio delle isole di frontiera. C’è vitalità, per contro, nelle nuove forme aggregative delle minoranze storiche, per cui le strade di Prato divengono teatro del Capodanno cinese; nel ricambio generazionale d’un mercato siciliano; nelle forme e nei volti dei giovani protagonisti della difesa dei diritti sindacali; nelle immarcescibili e sempre identitarie di una festa di paese. “Ogni mare ha un’altra riva” è una specie di termometro della temperatura sociale che Gurrieri osserva con distacco e partecipazione, come un medico che osserva lo stato di salute di un paziente ma lascia fare a noi la diagnosi. E noi non possiamo che constatare una trasformazione che prosegue senza sosta, inesorabilmente. Michele Gurrieri ci invita a un viaggio nelle interazioni umane, così rapide e mutevoli da costringerci a riparametrare le nostre convinzioni; e farne parte significa partecipare alle sue trasformazioni, perché siamo tutti onde dello stesso mare e una volta intrapresa la navigazione c’è sempre una riva ad attenderci.

Giuseppe Cicozzetti

da “Ogni mare ha un’altra riva – Viaggio in Italia con una reflex”. Edizioni Clichy, 2019.

foto Michele Gurrieri   

https://michelegurrieri.com/it/  

 

We all belong to something, people, places, it doesn't matter. A subtle and tenacious memory holds us together, difficult to hide even if we throw it to the bottom of the sea of forgetfulness. We are made of what others have been before us, we have walked in the same footprints, breathed the same air and our eyes have seen what others have seen before us. Cesare Pavese wrote that "a small town is needed, if only for the sake of leaving," and to find, when you return, an emotional resonance in other men, whose presence arouses a warm feeling of belonging. Michele Gurrieri, director of photography and filmaker, a Florentine based in Paris, in the pages of the photobook “Ogni mare ha un’altra riva” deals with the theme of the distance not only geographic from one's own country. An emotional distance, the same that calls to the poignant duty to know if the place to which we belong has become in our absence a place of memory, or if lost in the memories of the past it can still be recognized in the contours of a change. “Ogni mare ha un’altra riva” is a journey in Italy that changes. A slow journey, as befits a true traveler, because it takes time to understand the social and political changes of a country like Italy. Photography has long presided over, and still continues to do so in its ontological prerogative, the role of witness of society by putting in place a visual atlas of changes. We are sure that Michele Gurrieri's "trip" to Italy has given him many surprises, the same ones that we who live there have seen under our eyes and that today, for better or for worse, we see consolidated as inevitable parts of a collective life. And observing his photographs, the awareness that soon alongside the existing traditions, those that make up the cultural backbone of the country, the new presences of contemporary life stands out. For example, we see it in the opening photo, how the social habits of the "here and now" of the selfie are transferred into political communication, a message that can be spent in the immediacy of the hyperspace of the Web. But next to this, which seems to be more a protagonist "tic", dismay the wooden ruins of desperate journeys and which dramatically redesign the landscape of the frontier islands. By contrast, there’s vitality in the new aggregative forms of historical minorities, whereby the streets of Prato become the theater of the Chinese New Year; in the generational turnover of a Sicilian market; in the forms and faces of the young protagonists of the defense of trade union rights; in the unmistakable and always identity of a village fest. “Ogni mare ha un’altra riva” is a kind of social temperature thermometer that Gurrieri observes with detachment and participation, like a doctor who observes a patient's state of health but leaves the diagnosis to us. And we can only see a transformation that continues relentlessly, inexorably. Michele Gurrieri invites us to a journey through human interactions, so rapid and changeable as to force us to re-parameterize our beliefs; and being part of it means participating in its transformations, because we are all waves of the same sea and once navigation is underway there’s always a shore waiting for us.

Giuseppe Cicozzetti

from “Ogni mare ha un’altra riva – Viaggio in Italia con una reflex”. Edizioni Clichy, 2019.

ph. Michele Gurrieri  

https://michelegurrieri.com/it/  

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