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Michele di Donato affronta il tema della restituzione di forme e contenuti esaminando la questione ponendosi una domanda: come può, cioè, un’immagine passeggera fissarsi all’interno di un percorso di storicizzazione della stessa.”  (Giuseppe Cicozzetti)

Le immagini di Lost in Translation sono un riferimento al genere fotografico della “street photography”, troppe volte usato e abusato fino a rischiare di “tradire” il senso stesso dell’azione fotografica “di strada”. Nella sua mostra, Di Donato usa la fotografia per parlare di fotografia in forma di meta-comunicazione per restituire al pubblico i soggetti della street photography accendendo su di loro gli spot colorati della vita, lasciando sulla scena solo le loro fattezze, fluttuanti dentro un fondo nero, per rimarcarne le forme e i colori che qui appaiono isolati da ogni contesto, affinché gli attori possano emergere da protagonisti, tra le infinite comparse della strada.

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Michele Di Donato svolge regolarmente workshop, in diversi contesti formativi, sulla narrazione fotografica, sulla comunicazione visiva e sulla lettura delle immagini. Lettore di portfolio, dal 2018 entra a far parte del progetto ISP Italian Street Photography, per il quale svolge experience formative di Street Photography in qualità di mentore; nel 2018 è stato selezionato dall’archivio S.A.C.S. del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Museo Riso di Palermo.

Nel 2021 entra nel team di PhotoCoach in qualita' di photography coach.

Tra i più importanti apprezzamenti ricevuti a livello nazionale e internazionale: il Moscow International Foto Award 2015, 2016, 2020 in RUSSIA, la 16° edizione del China International Photographic Art Exhibition, l’International Salon of Fine Art Photography 2016 in INDIA, il 6th China International Digital Photography Art Exhibition 2017 in CINA, il Tokyo International Foto Award 2017 e 2020 in GIAPPONE, IOAF CONCH Award 2020 in Corea del Sud e il SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARD 2017 nel quale ha conseguito l’onoreficenza di “Commended as Top 50 in the World” nella categoria Open Architecture.