SCRIPTPHOTOGRAPHY

Anders PETERSEN                     (Svezia)

ANDERS PETERSEN

Se vi trovate ad Amburgo e avete un cuore calpesto fate una capatina al Lehmitz Café, al limitare del ‘sündige Meile’, il ‘miglio del peccato’. Non vi pentirete. All’interno vi troverete a fianco di una umanità così sgangherata che non dimenticherete facilmente: prostitute, magnaccia, ladri e un catalogo umano cha solo apparentemente porta con sé i segni di un fallimento sociale. L’aria fumosa e confusa, infoltita da un chiasso malinconico, vi assorbirà fino allo straniamento, restituendo il senso malconcio di una democrazia degli ultimi. Qui siamo al termine della notte, nel suo cuore nero e nei cui tavoli anche Bardamu avrebbe gustato una birra. Nulla qui è convenzionale, nulla è sussurrato con la voce stridula e sottile dell’ipocrisia: il vero è esibito, nulla può essere nascosto. E qui, tra il fumo delle sigarette, tra i tentativi di adescamento, nell’acre odore di piscio e birra anche Cristo avrebbe arruolato qualcuno tra i suoi discepoli. 

Ne sa qualcosa il fotoreporter svedese Anders Petersen, capitato lì quasi per caso e che da quella esperienza ci ha consegnato un documento di rara autenticità. Vite ai margini (ma non si sa bene di quale centro) e nei cui volti è intessuto come un grido vitale e disperato, dove niente delle convenzioni ha valore, almeno fino all’apparire di un nuovo giorno. 

La notte appartiene agli eccessi, come un regno che si anima a tempo e poi scompare e la cui popolazione si offre senza nascondere nulla all’obiettivo del fotografo. La finzione non vi abita né ha residenza lo scorno di sapersi in una obliquità scivolosa, condannabile. Un regno senza re e regine, nel cui territorio tutto è lecito, tutto permesso e in cui ognuno è protagonista di una parte che recita a memoria perché gli appartiene. Ad alcuni il proprio destino sta addosso come un abito che non si può dismettere. Ultimi dunque, e non è un caso che Tom Waits – che degli ultimi ha cantato – abbia preso a prestito una foto di Petersen quale copertina per un suo disco, ‘Rain Dogs’, nella quale il tenero desiderio d’affetto che sta dentro un abbraccio sia accompagnato dalla risata sguaiata di chi ha visto sotto gli occhi molte cose andate a male. 

E ‘cani nella pioggia’ è un’ottima definizione per quella gente che non crede a nulla fuorché se stessa.

 

Giuseppe Cicozzetti

da ‘Lehmitz Café’

 

foto Anders Petersen

If you are in Hamburg and you have a stomping heart, take a trip to Lehmitz Café, on the edge of the 'sündige Meile', the 'mile of sin'. You will not regret it. Inside you will find yourself beside such a ramshackle humanity that you will not easily forget: prostitutes, pimps, thieves and a human catalog that only apparently carries the signs of a social failure. The smoky and confused air, thickened by a melancholy din, will absorb you into estrangement, giving back the battered sense of a democracy of the last ones.

Here we are at the end of the night, in his black heart and in whose tables even Bardamu would have enjoyed a beer. Nothing here is conventional, nothing is whispered with the shrill and subtle voice of hypocrisy: the true is exhibited, nothing can be hidden. And here, among the smoking of cigarettes, among the attempts at soliciting, in the acrid smell of piss and beer, Christ would have enlisted someone among his disciples.

The Swedish photojournalist Anders Petersen knows something about it, he happened there almost by accident and from that experience he gave us a document of rare authenticity. Lives on the edges (but no one knows exactly what center) and in whose faces it is woven like a vital and desperate cry, where nothing of convention has value, at least until the break of a brand new day.

The night belongs to excesses, like a kingdom that comes to life and then disappears and whose population offers itself without hiding anything from the photographer's goal. The fiction does not live in it nor does it have the residence to know itself in a slippery, condemnable obliquity. A kingdom without kings and queens, in whose territory everything is legitimate, all permitted and in which everyone is the protagonist of a part that recites from memory because it belongs to him. For some their destiny is on them like a garment that cannot be abandoned. Last, then, and it is no coincidence that Tom Waits - who sang of the last - has borrowed a picture of Petersen as a cover for his album, 'Rain Dogs', in which the tender desire for affection that is inside a hug is accompanied by the coarse laughter of those who have seen many things gone wrong.

And "rain dog" is an excellent definition for those people who believe in nothing but themselves.

 

Giuseppe Cicozzetti

from ‘Lehmitz Café’

 

ph. Anders Petersen

© 2014 - 2020 fototeca siracusana

largo empedocle,9 96100 - siracusa (Italy) -  CF 93087090895

  • Instagram - Bianco Circle
  • Pinterest - Bianco Circle
  • Facebook Clean