SCRIPTPHOTOGRAPHY

Barry FEINSTEIN                                                                     (USA)

BARRY FEINSTEIN

Primavera del 1966. Bob Dylan sbarca in Gran Bretagna per una tournée preceduto dalle dure contestazioni del Newport Folk Festival. L’accusa è di aver tradito lo spirito acustico del folk per gettarlo nella baraonda elettrica. Il cantautore venticinquenne è atteso al varco. Le contestazioni sono più dure del previsto. Al Free Trade Hall di Manchester avviene qualcosa che passerà alla storia. Dylan e la sua band ‘The Hawks’, poi diventata semplicemente ‘The Band’, hanno appena eseguito “The ballad of thin man”. Nel silenzio, mentre i musicisti stanno per eseguire un nuovo brano un giovane spettatore ha il tempo di gridare: “Giuda!”. Dylan è interdetto, evidentemente costernato: l’accusa è di quelle infamanti e, soprattutto per lui, incomprensibile. Gli basta solo un minuto e, cosa assai insolita risponde all’accusatore: “Non ti credo, sei un bugiardo!”. Poi si gira verso i musicisti e intima: “Suonatela più forte, cazzo! Il pezzo da suonare con la massima energia è “Like a Rolling Stone”, che oggi è considerato il brano più influente della storia del rock. 
Quello di Manchester è stato uno dei momenti più significativi della musica popolare, da quel momento Dylan ha indicato che la musica poteva essere espressa con nuove sonorità. E non si è più fermato, influenzando molti gruppi che negli anni successivi sarebbero esplosi. Del giovane che urlò l’ingiuria bruciante non sappiamo nulla né sappiamo di tutti gli altri contestatori. Sappiamo invece che Bob Dylan è ancora sul palcoscenico. I “grandi” hanno sempre ragione.
Di quel tour restano numerosi “bootleg” e la testimonianza di un “real movie” girato da H. A. Pennebaker, “Eat the Document”, un documentario (sfortunatissimo) che segue Dylan e la Band ovunque, filmandone i momenti privati come quelli pubblici. Al seguito c’era anche un fotografo americano, Barry Feinstein (1931-2011), deciso a immortalare in immagini di Bob Dylan nel tour che da lì a poco dopo sarebbe stato considerato leggendario.
Il Dylan che vediamo nelle fotografie di Feinstein è al limite della tensione. Lo stress è fortissimo. L’anno prima sono usciti ben tre suoi dischi, un trio fondamentale che cambierà per sempre il corso della musica popolare: “Bringing It All Back Home”, “Highway 61 Revisited” e il doppio “Blonde on Blonde”. Troppo. A questo si aggiunge la fatica delle contestazioni. L’aria è tesa, nervosa e Dylan è stretto nella convinzione che i ‘i tempi stanno cambiando’ ma è difficile spiegarlo al pubblico. E lui, più che mai deciso a non farsi monumento, spiazza tutti. Anche se stesso. Al rientro in America, nel luglio del ’66 ha un incidente motociclistico. Si teme per la sua vita. Si riavrà ma momentaneamente si ritira dalle scene. Prima della fine del ’67, con una decisione che spiazzerà tutti, pubblica “John Wesley Harding”, un album dalle sonorità pacate a metà strada tra l’America rurale e i testi sacri. Si dice che con un album considerato “contemplativo”, Dylan abbia voluto prendere la distanze dalla crescente passione del pubblico verso la musica psichedelica. Ancora una volta si discosta da tutto e tutti, offrendo e negando, porgendosi e ritraendosi. Un mistero avvolto in un enigma. O un avvertimento da lui offerto in precedenza: “Non fidatevi di chi è oltre i trenta”.

 

Giuseppe Cicozzetti

 

foto Barry Feinstein

 

https://barryfeinsteinphotography.net/

 

 

Spring of 1966. Bob Dylan lands on United Kingdom for a tour preceded by the harsh protests at the Newport Folk Festival. The accusation is that he has betrayed the acoustic spirit of folk to throw it into an electric mess. The twenty-five year-old songwriter is expected at the gate of rage. The protests are harder than expected. At the Free Trade Hall in Manchester something happens that will go down in history. Dylan and his band 'The Hawks’, then simply become 'The Band', have just performed "The Ballad of Thin Man". In silence, while the musicians are about to perform a new piece, a young spectator has time to shout: "Judas!".

Dylan is forbidden, evidently dismayed: the accusation is infamous and, above all for him, incomprehensible. It only takes a minute and, very unusual, responds to the accuser: "I don’t believe you, you're a liar!". Then he turns to the musicians and intimate: "Play it fuckin’ loud! The song to play with maximum energy is "Like a Rolling Stone", which today is considered the most influential song in the history of rock.

That Manchester fact was one of the most significant moments of popular music, from that moment Dylan indicated that the music could be expressed with new sounds. And he never stopped, influencing many groups that would have exploded in the following years. We know nothing about the young man who shouted the burning insult, and we don’t know about all the other protesters. We do know instead that Bob Dylan is still on the stage. The "big ones" are always right.

‘Bout that tour remain numerous "bootleg" and the testimony of a "real movie" shot by H. A. Pennebaker, "Eat the Document", a documentary (very unlucky) that follows Dylan and the Band everywhere, filming the private moments as public ones. Among the crew was also an American photographer, Barry Feinstein (1931-2011), determined to immortalize images of Bob Dylan in the tour that would soon be considered legendary from there.

The Dylan we see in Feinstein's photographs is at the limit of tension. Stress is very strong. The year before he released three records, a fundamental trio that will forever change the course of popular music: "Bringing It All Back Home", "Highway 61 Revisited" and the double "Blonde on Blonde".

Too much. For anyone. To this is added the effort of the protests. Air is tense, nervous and Dylan is tight in the belief that 'the times are a-changing' but it’s difficult to explain to the audience. And he, more than ever decided not to become a monument, displaces everyone.

Even himself. When he returned to America, in July of '66 he had a motorcycle accident. It is feared for his life. He’ll recovers but momentarily withdraw from the scenes. Before the end of '67, with a decision that will displace all, publish "John Wesley Harding", an album with peaceful sounds halfway between rural America and sacred texts. It is said that with an album considered "contemplative", Dylan wanted to distance himself from the growing passion of the public for psychedelic music.

Once again he diverges from everything and everyone, offering and denying, handing himself out and withdrawing at the same time. A mystery wrapped in an enigma. Or a warning he offered earlier: "Do not trust anyone over thirty”.

 

Giuseppe Cicozzetti

 

ph. Barry Feinstein

 

https://barryfeinsteinphotography.net/

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