JOSE' RAMON VEGA

José Ramón Vega. León, 1962.

http://www.jrvega.es

 

 

Avendo intrapreso il suo percorso nella fotografia a partire dalla metà degli anni '80 e concentrando i suoi interessi sul genere del ritratto in bianco e nero, la formazione di José Ramon Vega proviene inevitabilmente dalla classica fotografia analogica, a sua volta strettamente legata alle attività pratiche di laboratorio e camera oscura.

Attraverso la sua fotocamera è passato gran parte del paesaggio culturale e sociale della città di León (Spagna) e non solo.

Molte delle sue fotografie sono state utilizzate per diversi media e pubblicazioni, sia specialistiche per la fotografia che per il settore musicale in particolare, tanto che e il suo lavoro è stato riconosciuto in diversi concorsi fotografici.

Influenzato dalla fotografia documentaria della seconda metà del XX secolo, i suoi soggetti si caratterizzano per la loro semplicità narrativa e sintesi descrittiva di ambienti, luoghi e personaggi.

Pur coltivando interesse per generi e temi diversi della fotografia, egli è soprattutto noto per i suoi ritratti, sempre diretti, intimi, in cui la vicinanza e la complicità instaurata con il soggetto e il suo ambiente, riflettono una completa padronanza sia di comunicazione che di tecnica fotografica.

EXTERIOR

LA MESSA IN SCENA DEL MONDO

 

di Gino Carpi

 

 

    

La mostra EXTERIOR del fotografo spagnolo Ramon Vega costituisce un taccuino a latere della sua principale produzione di ritratti di personaggi che gravitano negli ambienti intellettuali di Spagna. EXTERIOR è un compendio di racconti di viaggio, raccolti dall’autore durante le sue escursioni, il cui comune denominatore è l’attimo che comprende la storia.

Ramon Vega fa suo lo stile più nobile e classico della fotografia, quella di André Kertesz, Eugène

Atget, Robert Doisneau, Brassaï e soprattutto di Edouard Boubat, il fotografo-giornalista francese le cui immagini hanno voluto celebrare fortemente la vita dopo gli orrori dell’ultima guerra.

Sono questi i modelli di Ramon Vega una rosa di campioni della scrittura fotografica che ha fatto scuola, educando milioni di persone a saper osservare e a stupirsi della bellezza della semplice normalità.

André Kertesz, ovvero la ricerca della felicità di un istante; Atget, il fotografo che ha capito di poter dar vita alla banale quotidianità; Brassaï le cui ispirazioni fotografiche per i suoi ritratti sono passate dalle prostitute notturne di Parigi, all'alta società, agli intellettuali, all’arte. E infine Robert Doisneau , fotografo delle strade, della gente e dei bambini di Parigi, che per spiegare la sua fotografia ha detto - « Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »

Di questi poeti dell’immagine Ramon Vega ne ha raccolto l’eredità di stile e di linguaggio nel momento in cui questi maestri passavano il testimone a coloro che l’avrebbero afferrato.  E’ da questo momento, infatti, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, che inizia anche la scrittura fotografica del nostro autore Ramon Vega i cui stilemi provengono da questa solida formazione di conoscenza e sensibilità culturale, senza la quale nessun apparecchio fotografico potrebbe mai produrre nulla di autentico.

E’ infatti in quegli anni, citando il poeta ligure Edoardo Sanguineti che “ finiva la preistoria della Fotografia e ne iniziava la storia”, in parte profetizzata nell’ultimo capitolo del saggio di Gisèle Freund “Fotografia e società” del 1976, dedicato ai cosiddetti “fotoamatori”. La loro è una nuova presenza, nella società della comunicazione fino ad allora conosciuta, il cui significato assume immediatamente il valore e il senso della scrittura.

Con questo stile la mostra EXTERIOR racconta luoghi, personaggi e situazioni carismatiche, episodi divertenti e fugaci momenti, con ironia e finezza stilistica. Episodi di vita in cui Ramon Vega anche nel più umile dei contesti, riesce a distillare emozioni e momenti di pura empatia. Oggi chiamiamo questo genere fotografico Street Photography, diretta derivazione della Fotografia Umanistica degli anni ’50 dei fotografi prima citati, ovvero la “messa in scena” del mondo in cui il fotografo cerca di rappresentare sé stesso, in cui cerca i tasselli di un mosaico con cui comporre l’immagine di un proprio stile.

EXTERIOR è quindi una sequenza di singole storie raccontate da una singola voce sia che ritraggano scene animate, come i caffè di Amsterdam, sia che ritraggano scorci di paesaggio, come la bicicletta legata ad un parchimetro di Park Street a Londra, lo spettatore è chiamato ad ascoltare (vedere) una storia, trovarne la poesia per viverne l’emozione. Storie di persone anche quando queste non sono incluse nella scena, storie di vita narrate dagli sguardi dei soggetti, storie di luoghi che narrano l’umanità che da quei posti è transitata.

Assenze e presenze, rimandi e richiami, prove certe di qualcosa che è accaduto o che sta accadendo. EXTERIOR è una mostra che mette alla prova. Seduce e ammalia lo spettatore per la disarmante bellezza della semplicità della vita, comune a tutte le latitudini. Mostra e dimostra questo valore, nella cui dimensione ogni uomo desidera vivere, per affermarne l’importanza e l’ineluttabilità.

Citando Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”

Raccontare l’umanità con tutte le sue vicende non è la sola missione della fotografia, tuttavia solo la fotografia può farlo nell’unico modo che le è proprio, ossia quello di racchiudere in una sola scena la sintesi di una intera vicenda o la storia di una intera vita. Ramon Vega è un fotografo che scrive storie, soprattutto descrive i personaggi che in qualche modo fanno parte della sua vita, quelli con cui, prima dello scatto vero e proprio, ha instaurato una relazione, ovvero una esperienza. Non importa di quale rango sociale o spessore culturale o provenienza geografica (l’umanità non ha coordinate geografiche), ciò che importa al fotografo Vega è “sapere” prima di scattare; conoscere, prima di narrare. In tutto questo la tecnica fotografica viene dopo, molto dopo, alla fine del lavoro. 

EXTERIOR

 

LA PUESTA EN ESCENA DEL MUNDO

 

de Gino Carpi

(para Fototeca Siracusana)

La exposición EXTERIOR del fotógrafo español Ramon Vega es un cuaderno que representa su principal producción de retratos de personajes que gravitan en los círculos intelectuales de España. EXTERIOR es un compendio de historias de viajes, recogidos por el autor durante sus viajes, cuyo denominador común es el momento que incluye la historia.

Ramon Vega hace suyo el estilo más noble y clásico de la fotografía, la de André Kertesz, Eugène

Atget, Robert Doisneau, Brassaï y especialmente Edouard Boubat, los franceses periodista-fotógrafo cuyas imágenes han querido fuertemente celebrar la vida después de los horrores de la última guerra.

Estos son los modelos de Ramon Vega, una lista de las exposicionesde escritura fotográficas que hicieron escuela, educando a millones de personas a saber observar y maravillarse de la belleza de la simple normalidad.

André Kertesz, es decirla búsqueda de la felicidad de un momento; Atget, el fotógrafo que se dió cuenta que podía dar vida a la más simple vida cotidiana; Brassaï cuyas inspiraciones fotográficas por sus retratos pasaron por las prostitutas nocturnasde París, a la alta sociedad, intelectuales, y arte. Por último, Robert Doisneau, fotógrafo de las calles, de la gente y de los niños de París, para explicar su fotografía dijo - "Lo que estaba tratando de mostrar era un mundo en el que me habría sentido bien, donde la gente habría sido agradable, donde me habría gustado encontrar la ternura que esperaba recibir. Mis fotos fueron como una prueba de que puede existir este mundo. »

De estos poetas fotógrafos,Ramon Vega ha acogido este patrimonio de estilo y de lenguaje cuando estos maestros pasaron el testigo a los que habrían podido acoger. Y es a partir de este momento, de hecho, a finales de los años 70 y principios de los 80, que también inicia la escritura fotográfica de nuestro autor Ramon Vega cuyos estilos proceden de esta sólida formación de conocimiento y sensibilidad cultural, sin la cual ninguna cámara fotográfica jamás podría producir algo tan autentico.

Es en esos años, citando el poeta italiano Edoardo Sanguinetti que " terminó prehistoria de la fotografía y empezó la historia", en parte profetizada en el último capítulo del ensayo de Gisèle Freund 'Fotografía y Sociedad', 1976, dedicado a los llamados "fotoamadores". La suya es una nueva presencia en la sociedad de la comunicación conocida hasta ahora, cuyo significadoinmediatamente toma el valor y el sentido de la escritura.

Con este estilo, la exposición EXTERIOR cuenta lugares, personajes y situaciones carismáticos, episodios divertidos y momentos fugaces, con humor y delicadeza estilística. Episodios de vida en los que Ramon Vega, incluso en el más humilde de los momentos, pueden destilar emociones y momentos de pura empatía. Hoy llamamos a este género fotográfico "Street Photography", derivación directa de la Fotografía Humanística delos años 50 de los fotógrafos mencionados antes, es decir la "puesta en escena del mundo" donde el fotógrafo intenta representar a sí mismo, en el que busca las piezas de un mosaico para componer la imagen de su propio estilo.

Por lo tanto, EXTERIOR es una secuencia de historias individuales contadas por una única voz bien que representen escenas animadas, como el café de Amsterdam, bien vistas del paisaje, como la bicicleta atada a un parquímetro de Park Street en Londres, al espectador se le pide de escuchar (ver) una historia, buscar la poesía para vivir laemoción. Historias de personas incluso cuando no están incluidas en la escena, historias de vida contadas por las miradas de los sujetos, historias de lugares que cuentan la humanidad que transitó en esos lugares.

Ausencias y presencias, referencias, la evidencia de algo que ha sucedido o está sucediendo. EXTERIOR es una exposición que pone a prueba. Ella seduce y encanta al espectador por la belleza desarme de la sencillez de la vida, común a todas las latitudes. Muestra y representa este valor, en la dimensión en la que cada uno quiere vivir, para afirmar su importancia y suinevitabilidad.

Citando Primo Levi: "Si es imposible entender, conocer es necesario, porque lo que pasó puede volver, las conciencias pueden volver a ser engañadas y cegadas: la nuestra también." 

Hablar de la humanidad con todas sus vicisitudes no es la única misión de la fotografía, pero la fotografía sólo puede hacerlo en su única manera, que es la de contener en una sóla escena la síntesis de toda una historia o la historia de toda la vida. Ramon Vega es un fotógrafo que escribe historias, sobre todo describe los personajes que de alguna manera forman parte de su vida, aquellos con los que, antes de la imagen real, ha establecido una relación, o una experiencia. No importa cuál sea la condición social o nivel cultural o la procedencia geográfica (la humanidad no tiene coordenadas geográficas), lo que importa es que el fotógrafo Vega "sabe" antes de fotografar; conocer, antes de contar historias. En todoesto, de la técnica fotográfica se trata más tarde, mucho más tarde, al final del trabajo.

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